La Banca centrale canadese ferma sui tassi

Quanto contano ancora i dati macroeconomici nella determinazione dei movimenti delle valute sul forex? A porsi la domanda sono gli esperti di Fxcm, che fanno notare che, se si guarda la chiusura di settimana scorsa, con il dollaro canadese venduto in maniera pesante dopo la pubblicazione del tasso di disoccupazione, la risposta sembrerebbe essere affermativa. 
"Una rilevazione pari a 7,1% contro attese pari al precedente 7,0% e il gioco è fatto", commentano gli economisti. Ma non bisogna fermarsi all'apparenza: "Il Canada – si affrettano ad aggiungere da Fxcm – non fornisce da tempo spunti di riflessione a livello di politiche monetarie, dunque una reazione di fronte ai dati non deve stupire e di fatti non lo fa, dato che il loonie ci ha abituato a reazioni importanti di fronte alla pubblicazione dei dati principali".
Anche gli esperti di Bank of America Merrill Lynch, nel loro ultimo report, si soffermano sul Canada e in particolare sulle mosse delle banca centrale del paese, la Boc, che si riunirà mercoledì per decidere sui tassi di interesse. "Con l'inflazione che accelera e la crescita economica che migliora in maniera meno brillante delle attese – dicono da Bofa Merrill Lynch – la Boc dovrebbe restare ferma mantenendo un atteggiamento improntato alla cautela". In un'ottica di medio termine, gli esperti della banca d'affari americana vedono "rischi di upside" per il tasso di cambio tra dollaro americano e canadese.

Vota

Articoli Correlati:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*