La situazione politica in Turchia torna a mettere pressioni alla lira

Sui mercati emergenti tornano ad aleggiare le tensioni che sembravano sopite negli ultimi giorni. In particolare, è tornata a destare preoccupazione la Turchia, dopo la notizia che il premier Recep Tayyip Erdogan (nella foto) sarebbe direttamente coinvolto negli scandali di corruzione che dalla fine dello scorso anno agitano il suo stesso governo. In tale contesto caratterizzato dall'incertezza, sono tornate a farsi sentire più forti che mai le voci di chi chiede che il premier Erdogan dia le dimissioni.
Tutte preoccupazione che, puntualmente, sono state riflesse dall'andamento della valuta nazionale, la lira turca, che è finita nuovamente nell'occhio del ciclone e che ha raggiunto nuovi minimi rispetto sia al dollaro sia all'euro.
In particolare, nella notte, il cambio tra la moneta unica e la lira turca ha toccato i nuovi i massimi dal 4 febbraio, salvo poi arretrare lievemente nel corso della seduta del 25 febbraio. Gli esperti di Ig non si sentono di escludere che "se le tensioni politiche dovessero intensificarsi e sfociare in una guerriglia civile, la lira turca possa deprezzarsi ulteriormente e rivisitare i livelli visti a fine gennaio quando era arrivata in area 3,27". Viceversa, secondo gli esperti di analisi tecnica, "un rientro delle tensioni dovrebbe riportare le quotazioni sotto 3".

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