La sterlina va giù per la questione scozzese

Sui mercati finanziari e valutari, la settimana riparte con l'euro giù rispetto al dollaro americano e con la sterlina inglese che affonda, sulla scia delle indiscrezioni che vedono i separatisti scozzesi in vantaggio al 51% rispetto a chi vuole che la Scozia rimanga all’interno del Regno Unito.
"I commenti qui servono a poco – dichiara Matteo Paganini, Chief Analyst DailyFX (Fxcm) – andiamo a confermare un trend decrescente del pound dopo quelle che abbiamo definito “furbate mascherate da ingenuità” da parte del governatore Mark Carney e della Boe (Bank of England, la banca centrale inglese, ndr) che, quando procederanno con un rialzo di tassi, potrebbero produrre incrementi di valore della sterlina".
Tuttavia, al momento, la valuta inglese, aggiunge l'esperto di Fxcm, "deve percorrere più di 10 figure (oltre 1000 punti) prima di raggiungere i massimi di quest’anno. Chi ha orecchie per intendere, intenda".
Nel frattempo, sul forex, il tasso di cambio tra euro e sterline viaggia a 0,8036, in crescita. Il cross tra valuta unica europea e dollaro è invece posizionato a 1,2948, sotto la barriera critica collocata a 1,3.

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