M&G: “Improbabile che crisi russa sfoci in uno scontro aperto”

Prima ancora che conseguenze esterne a livello internazionale, la crisi tra Russia e Ucraina ha impatti interni. A farlo notare è Claudia Calich, M&G Emerging Markets Bond, che in uno studio sottolinea come le tensioni geopolitiche abbiano influenzato i prezzi degli asset di entrambi i due Paesi, già fin dal mese di febbraio.
Il meccanismo di trasmissione dell’impatto politico sull’economia ha comportato e sta ancora comportando diversi passaggi, comunque piuttosto prevedibili. Tra questi, evidenzia l'esperta, "livelli insistentemente elevati di volatilità e dei premi al rischio connessi al clima politico, che si traducono in una spinta verso il basso sul rublo" nonché "pressioni per un rialzo dei tassi di fronte al deprezzamento" della valuta russa. A ciò si deve inoltre aggiungere una certa pressione verso il basso "sulle riserve internazionali, man mano che la bilancia dei pagamenti si deteriora".
Osserva Calich: "La mia impressione è che la percezione dei rischi politici della gente del posto non sia molto diversa da quella degli stranieri illustrata sopra: si ritiene molto improbabile che la crisi sfoci in uno scontro aperto". Proprio in quest'ottica, l'esperta di M&G sottolinea come sia "convinzione diffusa che la fuga di capitali abbia toccato il picco nel primo trimestre, presumendo che la situazione geopolitica vada verso una stabilizzazione". In ogni caso, Calich mette in guardia che "le tensioni potrebbero riaccendersi prima del 9 di maggio (Giorno della vittoria), ma anche in prossimità delle elezioni in Ucraina, che si svolgeranno il 25" dello stesso mese.

 

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