Morgan Stanley vede flussi a sostegno di dollaro e yen

La propensione al rischio degli investitori dovrebbe restare tutto sommato contenuta man mano che la Cina dovrebbe mostrare ulteriori segnali di debolezza. Va infatti ricordato che nel corso della settimana finanziaria appena conclusa l'ex celeste impero ha annunciato un dato sull'attività manifatturiera, il Pmi, che ha deluso le attese allontanandosi sempre di più dalla soglia critica dei 50 punti, che separa l'arretramento dell'economia dalla crescita.
I bilanci degli Stati Uniti e del Giappone, osservano nel loro ultimo report gli economisti di Morgan Stanley, sono diventati esposti al rischio, "suggerendo così che un'altra vendita in massa delle attività a maggiore rischio potrebbe condurre a flussi di rimpatrio a sostegno del dollaro e dello yen". Intanto, da Morgan Stanley fanno notare che il periodo di debolezza della valuta nipponica da settembre a gennaio sembra essere stato più che altro guidato dalla mossa delle banche locali di incrementare le loro posizioni nette in attività estere.
Nel frattempo, sui mercati valutari, al termine della giornata di venerdì 21 febbraio, il tasso di cambio tra euro e yen si posizionava a 140,949, con un rialzo dello 0,36 per cento. L'euro-dollaro si è invece attestato a 1,3728, in leggero progresso dello 0,05 per cento.

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