Riflettori del forex su grivnia ucraina e rublo russo

Nel secondo giorno della settimana, sui mercati finanziari, si sono riaffacciate le preoccupazioni sulla questione ucraina. Il riferimento, in particolare, è alla situazione delle regioni orientali del paese, che è diventata sempre più critica poiché lì i lealisti del Governo di Kiev si sono scontrati e si stanno tuttora scontrando con i gruppi paramilitari filo-russi. 
Tensioni che hanno fatto precipitare le Borse (basti pensare che a Piazza Affari l'indice Ftse Mib è crollato del 2,33%) e che hanno fatto sì che i riflettori, nel mercato del forex, fossero puntati sulle valute dei paesi coinvolti in prima persona, cioè la grivnia ucraina (Uah) e il rublo russo (Rub). La grivnia, dopo una partenza debole, ha recuperato un po’di terreno. Così, il tasso di cambio tra il dollaro statunitense e la moneta ucraina si attesta appena al di sotto di 12. Va comunque ricordato che la grivnia si è già deprezzata del 50% rispetto al biglietto verde. 
Per contro, continua la debolezza della valuta russa, paese governato da Vladimir Putin (nella foto); non stupisce perciò che il cross tra dollaro e rublo abbia toccato proprio oggi nuovi massimi delle 4 settimane a 36,43.

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