Sul forex spariscono le correlazioni tradizionali

Il mercato valutario sta mostrando di seguire dinamiche proprie rispetto a quelle che sembrerebbero essere indotte dalle tendenze finanziarie. Una circostanza che ha sottolineato Matteo Paganini, chief analyst DailyFX (Fxcm), nella sua consueta nota giornaliera, dove ha messo in evidenza che "il dollaro americano che non ha mostrato un andamento unidirezionale contro le principali altre valute, confermando l’assenza di correlazioni sia intermarket che intramarket, tra valutario e listini azionari".
La considerazione immediatamente successiva è che non si sono registrate "situazioni particolari di propensione o di avversione al rischio, durante le quali si andava a verificare la dicotomia tra dollaro americano acquistato in casi di borse in discesa e viceversa". Infatti, "sui listini, sostenuti dalla liquidità che caratterizza la maggior parte dei portafogli di investimento", Paganini ha assistito "alla formazione di nuovi livelli di massimo relativi e le materie prime sono rimaste sotto pressione, con l’oro pericolosamente avvicinatosi a livelli di supporto che se superati su base giornaliera potrebbero accompagnare i prezzi del metallo giallo su lidi più lontani, a partire da 1.250,00 dollari l'oncia".
Sul forex, intanto, il tasso di cambio tra euro e dollaro a stelle e strisce si è portato a 1,3826, in rialzo dell0 0,07%, mentre il cross tra valuta europea e yen è calato dello 0,13% a 141,4835.

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