Yuan: “La Pobc ha svalutato per ripulire i mercati”

Che fare con lo yuan? A porsi l'interrogativo, nel suo settimanale sull'asset allocation, "Primo Piano", è Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA Ricercaefinanza.it. "La domanda che gli investitori si stanno facendo – afferma Caironi – dopo il recente indebolimento del renminbi, riguardo alla possibilità di veder sfumare i ritorni attesi sulla classe di attivo monetaria cinese, rimane senza una risposta esaustiva". Da ricordare che lo yuan, la scorsa settimana, nei confronti del dollaro, ha fatto registrare il maggiore calo dal 2007.
In realtà, proprio negli ultimi tempi, la banca centrale cinese (People’s Bank of China, Pobc) ha spiazzato gli investitori e ha agito di sorpresa comprando sul mercato dollari statunitensi per indebolire la divisa locale, provocando tra l’altro un aumento della banda di oscillazione del tasso di cambio che da tempo non superava lo 0,5 per cento. 
Caironi sottolinea come la liberalizzazione dei tassi di interesse e del mercato finanziario dovrà, in ogni caso, passare anche da una maggiore solidità dei flussi di cambio. Ciò anche in previsione di possibili deflussi dei risparmiatori cinesi in direzione dei mercati esteri.
"Se quindi – osserva Caironi – la Pboc voleva dare un segnale chiaro alla speculazione, abituata a ottimi tassi di interesse e a una costante rivalutazione del renminbi, non sembra di fatto avere cambiato lo sfondo strutturale. Se infatti – prosegue l'esperto – il primo sospetto potrebbe essere di un indebolimento del renminbi a sostegno della crescita economica e delle esportazioni, il modello di acquisto di dollari e vendita di renminbi non sembrerebbe sostenibile nel tempo, visto che ad oggi la Cina presenta riserve estere accumulate per oltre 3,8 trilioni di dollari in crescita costante". Insomma, la banca centrale dell'ex celeste impero avrebbe agito per “ripulire” il mercato e renderlo maggiormente capace di assorbire uno scenario cinese in evoluzione.

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